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SAN GIOVANNI IL VECCHIO

    Da pochi anni questo monastero, rivive con la venuta di alcuni Monaci Greci, ritornati dal Monte Athos.

 

San Giovanni Teresti Bivongi

INTERNO ALLESTITO PER IL CULTO GRECO-ORTODOSSO

   Sono stati da questi Monaci ripristinati i riti, migliaia di Pellegrini dalla Grecia vengono in Italia a visitare questo luogo spirituale: Il Monte Athos in Italia.

Interno allestito per il Culto Greco-Ortodosso Bivongi

   
  Lingua Italiano
  Lingua Inglese

S. GIOVANNI TERESTI

    S. Giovanni Teresti e' interessantissima anche per quello che lí arte bizantina ha lasciato nellí architettura e negli affreschi della sua Chiesa. Lí abside, infatti, e un vago intreccio di laterizi e di materiale lapideo, alternati da candidi strati di malta che rendono molto movimentata la grazia di questa parte dellí edificio. Lí archeologo Paolo Orsi, scrive: << Come in tutte le chiese di questo tipo, la parte piu degna di ammirazione e la cupola, impostata su quattro poderosi pilastri, sorreggenti altrettanti archi di cui due a tutto sesto e gli altri due acuti >>. << Questa cupola vista dallí esterno consta di un tamburo quadrato sorreggente uno circolare, cinto da sedici colonnine in cotto, sul quale si adagia la bassa calotta terminale >>. << Ora tutta questa massa rossigna aggiuge Paolo Orsi, sullo sfondo nereggiante dei boschi e su quel terso dellí azzurro cielo, produceva un gioco di colori che non era casuale ma di proposito ricercato e voluto dai costruttori; al quanto diverso nei particolari, ma identico nel fine, era il gioco della policromia. Attualmente MONTE ATOS, con Monaci ritornati nella madre terra Magna Grecia. Anche il Toesca ammette in questo edificio un influsso orientale e lo accosta alla chiesa si Santa Maria di Artik in Armenia. I frammenti pittorici gia ricordati annunziano, secondo lui, scuole e maestranze di pittori sacri, certamente basiliani in contatti frequenti con maestranze orientali. Ví erano le reliquie del nostro S. Giovanni Teresti, furono le reliquie, rinchiuse per lo spazio di anni 540, ma il 12 Marzo 1662 con processione solenne formate dal Clero, da religiosi di piu ordini, da diverse confraternite squadronate sotto le proprie croci e collocate al nuovo Monastero, il convento e la chiesa di S. Giovanni in Stilo (Chiesa e Convento San Giovanni in Stilo Stilo Fotocamera) . Il convento e la chiesa di S. Giovanni in Stilo, ma fuori le mura, erano stati eretti dai frati di S. Francesco di Paola nel 1625. In seguito, nel 1662 li ottennero i Basiliani che dedicarono il luogo a S. Giovanni Teresti, le cui reliquie furono trasportate qui, come abbiamo gia narrato, il 24 giugno del 1847 il vescovo di Squillace P. Concezio Pasquini esegui la ricognizione delle ossa di S. Giovanni Teresti: lo stesso giorno lí8 luglio, in cui nel 1122 il papa Callisto II consacro, alla presenza di Ruggero il normanno gia miracolato dal Santo, il convento di S. Giovanni << in nemore >>.

LA TORRE E IL CASTELLO DI SAN FILI

    A 340 metri di altezza sul livello del mare, su uno sperone roccioso, svetta Stignano, nome che deriva dal latino " stenianum ", casale di Stilo, importante la torre cilindrica di San Fili con funzione di avvistamento e di guardia coordinata con líapparato di difesa contro le invasioni saracene e turche (La Torre di San Fili Stignano Fotocamera) . Nello stesso posto troneggia un edificio-fortezza di bella fattura che domina la sottostante spiaggia (Il Castello di San Fili Stignano Fotocamera) .

RIACE TERRA DEI BRONZI

    Non lontano da Stenianum, il comune di Riace, dove il 16 Agosto 1972, in una storia un po' dubbia, fortuitamente furono scoperti i Bronzi di Riace (I Bronzi di Riace Fotocamera) .

VILLA CARISTO

    Proprieta privata dei signori Caristo, sita in contrada Scina. Attraverso un viale si giunge allí ingresso della villa, dominata da una monumentale scala esterna in pietra, che sale dai due lati lasciando al centro il posto ad una stupenda statua raffigurante Clorinda e Tancredi e alla fine del parco la fontana marmoria dei delfini (Villa Caristo Stignano Fotocamera) .

LA CINTA MURARIA E LE ENTRATE A STILO

    Imponenti e maestose la Cinta Muraria e le Entrate a Stilo che sono cinque, una delle piuí importanti e suggestive la Porta Stefanina (La Porta Stefanina Stilo Fotocamera) . Nei pressi delle entrate spiccano fontane di notevole bellezza (Fontana Gebbia Stilo Fotocamera) lí acqua che sgorga ha delle proprieta particolari, molto diuretica e leggera, molte le persone che vi giungono per riempirvi le brocche (Le Tre fontane Pazzano Fotocamera) .

LA CHIESA DI SAN FRANCESCO Dí ASSISI

    Annessa al convento che in parte e ancora esistente, ha una facciata artisticamente molto mossa da nicchie, oggetti, linee spezzate e curve attestanti il singolare compiacimento di un elegante barocco, senza pretese ma privo nel contempo delle esagerazioni proprie di questo indirizzo di arte: un insieme elegante e leggero che appaga lí occhio dellí osservatore. Lí interno a croce latina, presenta nella volta della navata alcuni tondi anche questi sagomati in forme poligonali rappresentanti la morte di Abele e il sacrificio di Melchisedeh. I pianeggiamenti del sacerdote, di Abramo e lí impero di Caino richiamano il modo di sceneggiare i fatti proprio di un pittore alle sue prime imprese e non sapremmo a chi attribuire questi affreschi che pero avrebbero bisogno di maggiore attenzione. Dal coro si entra in un vano che da accesso ad una scala a chiocciola, posta nellí interno del campanile. Il convento conserva intatta buona parte dellíatrio in conci lavorati in granito grigio corre con grandi arcate ariose intorno ad una cisterna, opere di maestranze serresi, e propriamente dal maestro scalpellino Francesco Canigli. Le celle dei frati erano provvisti di larghi camini, alcuni dei quali esistono ancora. Sono andati distrutti la parte che circondava il refettorio ed il lato accanto alla Chiesa (Chiesa San Francesco d' Assisi Stilo Fotocamera) . In questo tempo Guardavalle era uno dei casali che faceva parte della universita' di Stilo: si spiegano cosi i rapporti tra il Lilio, il Sirleto e Gregorio XIII. Stilo era nel suo massimo fiorire per le condizioni economiche floridissime, per lo sviluppo edilizio, la bella e mirabile cerchia delle sue mura, nonche' per le sue molte chiese ed il cospicuo numero dei conviventi. Vivevano, oltre il Sirleto, il Campanella, F. Cozza e molti altri cittadini cospicui nelle gerarchie religiose, come a suo tempo vedremo. La cupola attuale della chiesa non e quella antica, improvisamente crollata alcuni decenni fa. Fu ricostruita nella forma attuale per opera del solerte parroco del tempo, mons. Vincenzo Pisani.