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“PERSO UN ESEMPLARE QUASI ESTINTO”

   Poter ammirare la bellezza e il fascino di una tartaruga di mare fa sempre uno strano effetto! Purtroppo quella che abbiamo visto noi a Scilla era ormai senza vita. La poveretta era un esemplare della specie Caretta caretta, la tartaruga marina comune. Il nostro mare ha avuto la fortuna di ospitare nella sue acque un esemplare di una specie che e' ormai al limite dell’ estinzione. Ma per fortuna i progetti per la sua salvaguardia stanno riscuotendo molti consensi. La tartaruga e' un animale facilmente riconoscibile: basta guardare la sua curiosa e protettiva “casetta”: il CARAPACE. La sua “casetta” e' formata da due pezzi: il piastrone ventrale e il carapace dorsale, che proteggono il tronco. Carapace e piastrone sono saldati ai due lati da un ponte osseo. Il nostro esemplare era un individuo giovane e abbastanza “piccolo”: pensate un po’ che esistono adulti in cui il diametro del carapace supera i 135 cm e il peso arriva fino ai 370 kg circa!!! Praticamente, Alfina a confronto e' una formichetta!!! La testa di questi animali e' grande e gli arti sono molto sviluppati, specie gli anteriori, muniti di 2 unghie negli individui giovani, che si riducono ad una negli adulti. I giovani presentano una carena dorsale dentellata che conferisce un aspetto di "dorso a sega". Il maschio si distingue dalla femmina in quanto e' piu piccolo, ha la coda piu lunga e le unghie degli arti posteriori piu sviluppate. Le tartarughe marine, grazie alle loro zampe piatte a forma di pala, sono rematrici formidabili, capaci di raggiungere a nuoto velocita' di 20 km/h. Sulla terra, invece, non raggiungono proprio il primato di ottimi corridori, ma non ottengono nemmeno la medaglia per il centesimo posto!!! Ma vincere questa medaglia per loro non e' proprio necessario, perche' non hanno bisogno di essere veloci sulla terra, ma…. Caretta caretta in mare e' una solerte migratrice. Puo percorrere cento…mille…duemila km. Ma addirittura diecimila! E si', di diecimila km e' stato il viaggio percorso in 4 anni da una tartaruga, dal golfo del Messico fino alle acque della Puglia!! Un gruppo di pescatori trovo' questa tartaruga “viaggiatrice” ferita nel Mar Jonio, all’ estrema punta meridionale della Puglia. Era marcata, aveva una fascetta metallica e scoprirono che era nata nel 1981 lungo le coste della Florida. Dopo aver vissuto 2 anni in un istituto di ricerca, venne liberata nel Golfo del Messico. Devo dire che e' stato un gran bel viaggio! chissa' se insieme a lei c’ era qualche suo amico! Non e' sicuro al 100% che fosse in un gruppo, generalmente le tartarughe marine sono solitarie, ma si riuniscono durante la stagione riproduttiva per migrare verso spiagge quasi disabitate. Sono infatti ovipare e vengono a terra esclusivamente per deporre le uova. L’ ovodeposizione ha luogo ogni 2-3 anni, di regola alla fine di giugno, in genere di sera, di notte o all’ alba. La buca, in cui vengono deposte le uova, e profonda dai 40 ai 75 cm e larga circa 20-30 cm. Vengono deposte da 60 a 200 uova in un’ora!! I piccolini nascono dopo 6-8 settimane e migrano subito verso il mare. Hanno un carapace di “soli” 5 cm! Le aree di provenienza di questa specie vanno dal Mediterraneo all’Oceano Atlantico, Pacifico e Indiano, ai mari tropicali e subtropicali. Vive bene in acque calde o temperate, poco profonde con deboli correnti,negli stretti e in prossimita' di gruppi di isole. La carne delle tartarughe marine e' commestibile e, “dicono” (io mai l’ho assaggiata e sinceramente non ho intenzione di farlo!) di ottimo sapore, e anche molto particolare, probabilmente dovuto alla presenza delle alghe nella loro alimentazione, anche se le tartarughe non sono solo vegetariane… ne sanno qualcosa crostacei e molluschi!!! Il nostro viaggio alla scoperta di Caretta caretta per ora finisce qui, ma non finisce qui l’ emozione che essa suscita, il fascino che essa si porta dietro, lo splendore dei piccoli che muovono i primi passi verso la vita marina… chissa' se le nostre tartarughe sono anche delle esploratrici!! Una volta tornate nei loro “paesi natii” racconteranno le loro avventure ai loro amici, parleranno dei pericoli vissuti, degli incontri particolari, magari con qualche esemplare strano che indossava maschera, pinne e bombola (certo, se qualcuna incontrera Mario sicuramente raccontera di aver visto uno strano mostro marino!!!). Forse diranno che il Mar Mediterraneo e' ancora uno splendido mare, che racchiude bellezze intatte e ruderi di antiche citta' e di antichi popoli. Ma sicuramente il loro desiderio piu' grande e' che i popoli attuali possano sempre gustarne e rispettarne la bellezza, perche' il mondo “non c’ e' stato donato dai nostri padri, ma ricevuto in prestito dai nostri figli”. Maria Assunta Menniti (CZ)

 


   
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